Soprintendenza Archeologica del Piemonte- settembre 1990 – Scavo del villaggio fortificato tardo-romano di Santo Stefano Belbo – direttore della scavo dott.sa Egle Micheletto

la finalità dello scavo è quella di esaminare, in concomitanza con l’avvio di un progetto di restauro della torre, in precarie condizioni statiche, il complesso problema dello spostamento dell’abitato e quello dell’organizzazione dell’area cinta da mura, con un’apparente continuità di vita a partire dal IV-V sec. d.C. (Egle Micheletto)
L’area in cui si è avviato lo scavo è situata a ridosso della cinta muraria, misura circa m 6,50 x 6,50 ed il suo posizionamento è stato condizionato dalla necessità di mantenere una distanza di sicurezza dalla torre, per il problema dell’eventuale caduta di pietre dalla sommità (Egle Micheletto)
La rimozione del livello superficiale di humus metteva in luce i profili di una serie di buche di natura e cronologia diverse; in particolare si è verificata l’esistenza di una sorta di trincea con andamento NE-SW, parallela ad una struttura con pietre legate da argilla intervallate da tre buche per pali (cm 25 di lato), poi riempite con marna compatta e totalmente priva di materiali, interrotta dal muro di cinta del XIII sec. (Egle Micheletto)
Questa struttura tagliava uno strato ricco di frr. carboniosi, il cui scavo si è appena avviato, collegato ad un breve tratto di una struttura muraria formante un angolo, a sua volta interrotta da una grande fossa di spoliazione, con materiale ceramico del XIV-XV sec. (Egle Micheletto)
Le impronte lasciate dalla benna meccanica nel settore meridionale, unitamente all’assenza di materiali tardo-medioevali, fatta eccezione per quelli della buca sopra descritta, confermerebbero la notizia di un vistoso livellamento del terreno per l’impianto di vigenti (Egle Micheletto)
Una prima interpretazione dei resti emersi consentirebbe di attribuire la muratura con pali a funzione difensiva, vista la collocazione quasi ai margini del pendio (Egle Micheletto)
I materiali ad essa connessi, in corso di studio, presentano un’alta percentuale di pietra ollare, insieme a modeste quantità di frr. vasi a livelli invetriati (Egle Micheletto)
Il livello altomedioevale pare collegato a parte di un edificio, che a sua volta si sovrappone a resti precedenti, con materiali ceramici, fra cui frr. di mortai a listello invetriate e sigillate tarde, riconducibili al V sec. La presenza inoltre di alcune fosse con fondo rubefatto, solo parzialmente messe in evidenza in corrispondenza degli scassi più tardi e nelle quali per il momento non si sono rinvenuti materiali, potrebbe definire un’area artigianale, di cui non si è ancora stabilito il rapporto stratigrafico con le strutture altomedioevali (Egle Micheletto)

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*